Il mito della bellezza non è un’invenzione dei tempi moderni. Tutt’altro: esiste da quando la storia è stata più o meno documentata, cantata, dipinta e scolpita. Elena, la donna più bella del mondo, causò la distruzione di Troia e dissanguò (in tutti i sensi) la Grecia. E da dove cominciò il tutto? Dalla disputa tra le tre dee Era, Athena e Afrodite, che cominciarono a litigare… ovviamente su chi fosse la più bella!
Dal buon Omero ai nostri tempi il concetto di bello fisico ha continuato a catalizzare l’attenzione di artisti e poeti (eccezion fatta per il periodo dominato dalla cultura del cristianesimo, che mise la bellezza in disparte a vantaggio di valori più puramente spirituali) fino ad arrivare al “Ritratto di Dorian Gray“, dove non ci si accontenta più della sola bellezza terrena, la si vuole addirittura eterna. Da Oscar Wilde ai nostri giorni il passo è breve. Perché? Semplice. Grazie alle avanzatissime tecniche di cosmetica e, soprattutto, di chirurgia estetica, il concetto di bello ha travalicato la fisicità naturale fino a diventare una vera e propria ossessione. Della quale i più furbi ne hanno fatto un business.
Non c’è bisogno di scomodare le statistiche per capire quanto, oggi, l’arte del “ritocchino” (o ritoccone, a seconda delle esigenze) stia prendendo piede nelle società più moderne e benestanti. Perché questo dilagare del mito della bellezza? Cosa spinge le persone a finire sotto i ferri per avere un seno nuovo, dieci centimetri di cosce in meno o un nasino alla (simil) francese? Per la maggior parte della letteratura psicologica la colpa è da attribuire soprattutto ai mass media, che ci inondano di modelli ultraperfetti e molto lontani dalla realtà.
“Uno studio psicologico del 1995 ha trovato che tre minuti trascorsi guardando le fotografie di una rivista di moda inducono il 70% delle donne a sentirsi depresse, colpevoli, e piene di vergogna. Venti anni fa, le modelle pesavano il 10% in meno rispetto alla donna media, oggi pesano il 23% in meno. Nelle donne che vedo durante la mia attività di coaching, nessuna è mai completamente soddisfatta del suo corpo… Le donne misurano il loro aspetto confrontandosi con uno stereotipo basato su ideali irrealistici“, scriveva Laksmi su Supereva.it.
Fino adesso si è parlato solo al femminile, ma in realtà la chirurgia estetica sta prendendo piede anche tra il “sesso forte“, quello che fino a qualche decennio tanto più era baffuto, peloso e si, insomma, rozzo, tanto maggiormente sapeva di virilità.
In Italia, secondo il rapporto del Censis del 2003, su un totale di 150.000 interventi di chirurgia plastica, 12.000 avevano avuto come pazienti degli uomini mentre negli Stati Uniti, secondo i dati del 2006 della American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), un paziente su 10 è uomo, mentre in Gran Bretagna la chirurgia plastica al maschile ha raggiunto dimensioni stratosferiche.
“Papi, per i 18 anni voglio la liposuzione!“
Allarme! Sembra che da qualche anno a questa parte sempre più adolescenti chiedano al propri genitori (perché è necessario il loro consenso, oltre che il portafoglio!) qualche ritocco. Purtroppo in Italia non ci sono numeri ufficiali sul fenomeno. Nel 2009 l’Euripes affermava che il 20% delle persone che si rivolgono al chirurgo estetico sono adolescenti. Tra le principali fonti di ispirazione, oltre che le solite celebrities, anche i reality show in cui i partecipanti si sottopongono senza scrupoli ad interventi chirurgici. Eppure l’ ASAPS, evidentemente bersagliata dalle critiche in materia, snocciolando le proprie statistiche ha dimostrato, dati alla mano, che non è affatto vero che il fenomeno sia in crescita, ma che si mantiene più o meno costante da molti anni, con una percentuale di adolescenti che finiscono sotto il bisturi attorno al 2%.
Qualche statistica? Difficile. In Italia, a differenza di altri paesi come per esempio gli Stati Uniti, non esiste un sistema di rilevazione ufficiale e certo degli interventi eseguiti, pertanto ci si deve accontentare di proiezioni più o meno corrispondenti alla realtà. Un paragone con chi della chirurgia plastica ne ha fatto un business, già da quando i nostri nonni emigravano sui piroscafi? Presto fatto.
Secondo le statistiche dell’ASAPS, che comprendono sia interventi chirurgici veri e propri (per esempio la rinoplastica o la liposuzione) che trattamenti di medicina estetica (come le infiltrazioni di botulino), nell’anno immediatamente dopo la grande crisi, ovvero il 2009, 10milioni di persone hanno fatto ricorso alle due tipologie di trattamenti sopracitati, con un calo della domanda totale di “solo” il 2% rispetto all’anno precedente, afferma con orgoglio l’associazione. Non solo. Manco fosse un attesissimo intervento del numero uno della Federal Reserve Ben Bernanke sullo stato dell’economia, il 20 dicembre 2010 l’ASAPS, in un articolo sulle proiezioni per il 2011 scriveva: “Dal momento che la situazione economica continua a migliorare, la domanda di lifting facciali e altri interventi chirurgici di ringiovanimento aumenteranno, così come quelli non chirurgici. Le persone che negli anni passati hanno messo da parte la possibilità di fare interventi a causa della crisi, saranno pronti a giocarsi la carta del ringiovanimento nel 2011″. Fantastico! Se lo dicono loro, allora vuol dire che l’economia a stelle e strisce è davvero sulla rampa di lancio!!!
I prezzi degli interventi di chirurgia estetica & affini (la lista è talmente lunga che non ci si immagina nemmeno che esistano tanti difetti nel nostro corpo!) hanno bande di oscillazioni piuttosto ampie, dato che includono numerose variabili come esperienza, capacità e fama del chirurgo plastico, la struttura dove si esegue l’intervento, la presenza dell’anestesista e di altri collaboratori del chirurgo durante l’operazione, il costo e la qualità dei materiali utilizzati nell’intervento, come per esempio le protesi, ma anche l’entità’ e la complessità del difetto e la tecnica operatoria utilizzata.
Una mastoplastica additiva va dai 4.800 ai 9.000 euro, ma se al contrario vogliamo ridurci il seno dobbiamo sborsare tra i 6.500 e gli 11.000 euro. Per un nuovo naso si va dai 2.500 ai 6.000 euro, un lifting al viso costa invece 6.500-12.000 euro. E se vogliamo aumentare i polpacci sono 4/5.000 euro, mentre per un ventre nuovo sono 6.000-12.000 euro.
Attenzione! Per chi desiderasse fortemente qualche ritocchino senza però alleggerire troppo il conto in banca può sempre espatriare verso paesi con listini-prezzi più abbordabili. Dove? In Croazia e Tunisia per esempio. Il sito Chirurgia & Vacanze offre pacchetti all-inclusive che comprendono la vacanza e l’intervento con tanto di staff italiano, i migliori chirurghi tunisini, discrezione e anonimato… formule tariffarie adatte a ciascun tipo di budget.
Capire come la chirurgia estetica sia ormai un business fiorentissimo è davvero facile, basta fare un giro sul web per scoprire una pletora di cliniche sparse per l’Italia. Non parliamo poi del moltiplicarsi di medici che la praticano con o senza cognizione. Perché come al solito siamo in Italia, e dal momento che la normativa è piuttosto scarsa, basta una laurea in medicina e l’abilitazione all’ordine dei medici per mettere le mani sui pazienti.
“Nel nostro Paese sono all’incirca un migliaio le persone iscritte alla Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, la SICPRE, e che quindi potrebbero sulla carta esercitare la professione. Pur tuttavia, le persone che lavorano nel business del “ritocco” in Italia sono tra i tre ed i quattromila, da cui ne consegue che ci sono dai mille ai duemila professionisti del “ritocco” rigorosamente “improvvisati”, ovverosia privi di specializzazione”, si legge sulle pagine web di Adnkronos.
Ad aprile 2009 il Corriere della Sera parlava di un business da 140 milioni di euro, anche se di cifre ufficiali non ce ne sono. Sul sito italiaora.org si apprende, invece, che i soldi spesi in chirurgia estetica da inizio anno ammontano a 260 milioni e rotti di euro. Quanto guadagna un chirurgo estetico, invece, non è dato saperlo, ma non ci vuole la scienza occulta per immaginarlo!
Insomma, sembra che resistere alla tentazione di rimodellare i connotati per essere più belli, felici, sicuri e vincenti sia diventata cosa ardua. Ormai, poveri abitanti di Paesi pieni di benessere, siamo tanti Ulisse imperfetti in mezzo ad un mare di perfezione, attratti da sirene con filler e bisturi in mano! E i chirurgi ringraziano…