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Archive for the ‘Borsa & Finanza’ Category

Omnitel nasce da un’idea imprenditoriale di Carlo De Benedetti ed Elserino Piol che ha portato, con una compagine azionaria molto diversa da quella di oggi, ad aggiudicarsi nel 1994 la prima gara in Italia per una licenza GSM nel settore delle telecomunicazioni mobili. 

Nel 1988, dopo un incontro con l’imprenditore americano George Blumenthal, fondatore della Cellular Communications Inc. (CCI), Elserino Piol, responsabile per le Strategie e lo Sviluppo della Olivetti, comincia a guardare con curiosità al settore della telefonia mobile. 

Ben presto i progressi europei verso la liberalizzazione delle telecomunicazioni e la definizione di un protocollo comune per la telefonia mobile digitale (GSM) convincono Piol e Carlo De Benedetti, presidente e amministratore delegato dell’Olivetti, a superare le iniziali perplessità e a lanciarsi nel nuovo business. 

L’incarico operativo per la realizzazione dell’iniziativa è affidato a Piol, che cerca e ottiene l’adesione di importanti partner internazionali. 

Il 19 giugno 1990 viene formalmente costituita Omnitel Sistemi Radiocellulari Italiani (OSR) con l’obiettivo di entrare nel mercato europeo della telefonìa mobile. Accanto a Olivetti, azionista di maggioranza, partecipano alla nuova società la banca d’affari Lehman Brothers, le società americane di telecomunicazioni Cellular Communications International Inc. e Bell Atlantic International, la svedese Telia International. 

Omnitel Pronto Italia S.p.A. nasce nel gennaio 1994 grazie a un accordo tra Omnitel Sistemi Radiocellulari Italiani S.p.A. (Olivetti) e il consorzio Pronto Italia S.p.A..

I servizi di telefonia mobile di Omnitel Pronto Italia vengono lanciati nel paese il 7 dicembre 1995. Omnitel, per la telefonia mobile e, dopo qualche anno, Infostrada, per la telefonia fissa (oggi controllata da Wind) (entrambe possedute da Olivetti S.p.A) rappresentano la prima alternativa telefonica alle monopoliste TIM e Telecom Italia.

Il decollo di Omnitel è rapidissimo. A fine 1996 la rete copre già il 60% del territorio nazionale e l’85% della popolazione. Il numero dei clienti cresce in modo vertiginoso: dai 54 mila di fine ’95 ai 714 mila di fine ’96, fino a raggiungere la soglia del milione il 28 aprile 1997, dopo neppure 17 mesi di attività. 

Il successo ottenuto da Omnitel/Infostrada in così breve tempo per certi aspetti è sorprendente. L’azienda non era nota al pubblico, non disponeva di una infrastruttura di rete preesistente, ha dovuto pagare 750 miliardi di lire in pronta cassa per ottenere la concessione, l’azionista principale – l’Olivetti – era in una fase critica, gli investimenti necessari per raggiungere un livello minimo di operatività sul territorio erano molto gravosi, non poteva contare su siti di proprietà dove installare le antenne, doveva confrontarsi con un concorrente agguerrito come Telecom Italia Mobile.

er trovare le risorse necessarie allo sviluppo di Omnitel e far quadrare i conti del proprio bilancio, l’Olivetti dapprima riduce la sua partecipazione in Omnitel e poi, nel settembre 1997, sigla un importante accordo con la tedesca Mannesmann.

Le due società creano Oliman, una holding che racchiude le partecipazioni Olivetti in Omnitel e Infostrada. La quota di Mannesmann in Oliman, inizialmente del 25%, nel febbraio 1999 sale al 49,9%. L’Olivetti di fatto dimezza la sua partecipazione in Omnitel e Infostrada, ma il 50,1% di Oliman le è sufficiente per mantenerne il controllo. L’accordo fa affluire preziosa liquidità in Olivetti e pone le premesse per il riequilibrio del conto economico. Allo stesso tempo il baricentro della società si sposta decisamente verso il business delle telecomunicazioni.

Nel maggio 1999, dopo la favorevole conclusione dell’OPAS su Telecom Italia da parte di Roberto Colannino, l’Olivetti otterrà il controllo di TIM e, in ossequio alle norme antitrust, dovrà uscire da Omnitel cedendo a Mannesmann la sua partecipazione in Oliman. 

Nell’agosto 1999, dopo varie operazioni, Omnitel avrà tre soli azionisti: Mannesmann (55%), Bell Atlantic (23%) e Vodafone AirTouch (22%). Poco dopo, Mannesmann sarà oggetto di un takeover ostile che si concluderà nell’aprile 2000 con il successo di Vodafone. Gli inglesi rileveranno anche la partecipazione di Bell Atlantic e diventeranno in questo modo gli unici azionisti di Omnitel, che nel 2003 muterà la denominazione sociale in Vodafone Italia.


Le Innovazioni: il Cash Display

Il Cash Display fu un sistema di conteggio del credito utilizzato da Omnitel Pronto Italia S.p.A nel servizio ricaricabile. Tale sistema prevedeva nel periodo della sua operatività, il controllo immediato del credito residuo in Lire sul display del cellulare. Ciò fu possibile in quanto le tariffe Omnitel ricaricabili tariffavano a scatti esatti da 200 lire (167 lire + IVA 20%) per le tariffe a partire da libero ricaricabile a Dippiù ricaricabile – 100 lire IVA incl. per le tariffe della linea Fast – 300 lire (250 lire + IVA 20%) per la linea Autoricaricabile. Ad ogni scatto che veniva addebitato sul display corrispondevano un determinato numero di secondi, superati i quali, sul display venivano scalate 200 – 100 – 300 lire in base alla tariffa, fascia oraria, o destinazione del ricevente.


Le Innovazioni: l’organizzazione

L’insieme sistematico di 4 fattori hanno permesso a Omnitel di superare sempre le stime degli analisti e di sopravanzare le stesse previsioni dell’azienda relativamente a numero di clienti, tassi di abbandono, redditività:

– il marketing;
– la cultura organizzativa;
– l’attenzione alla tecnologia;
– l’orientamento al cliente.

Il marketing si è sostanziato in segmentazioni del mercato sempre più spinte e quindi in una variegata serie di opzioni fortemente personalizzate. Ma si deve ancora sottolineare la liberazione del cliente da fardelli quali il contributo di attivazione, il canone mensile, i contratti pluriennali, l’anticipo conversazioni. Il cliente, in assenza di costi fissi e di costi anticipati, ha percepito Omnitel comeun’azienda friendly, un’impresa che perseguiva il proprio fine economico, ma con uno stile diverso da quello al quale si era abituati nelle telecomunicazioni.


Gli “Omnitel Boys”

Gli ex manager Ominitel che contribuirono al successo della più spettacolare start-up degli anni ’90 sono arrivati ai vertici delle migliori aziende di itc:

Francesco Caio (ex AD di Ominitel) è diventato CEO di Cable & Wireless ed è il Super Consulente per la banda larga di due governi: quello inglese e quello italiano.

Vittorio Colao è l’attuale Amministratore Delegato di una multinazionale.

Silvio Scaglia ha fondato e.Biscom e Fastweb. Adesso ha lanciato una nuova web tv: Babelgum.

Vincenzo Novari è l’attuale Amministratore Delegato di H3G Italia (TRE).


Non tutti sanno che
tra il ’96 e il ’97 fu proprio Omnitel ad aver avuto l’occasione di comprare Vodafone. Ma l’opposizione di Roberto Colannino privò l’Italia della possibilità di avere il primo operatore di telefonia mobile del mondo.

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