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Archive for the ‘Marketing’ Category

Sarà on-line il 15 gennaio 2012 Outsider News, la nuova testata indipendente a cui partecipano in qualità di Partners più di 100 professionisti.

Outsider News è un ibrido, metà blog e metà testata di approfondimento, con un modello di business lontano dai classici schemi dell’editoria digitale.

Infatti, i giornali fatti dai soli giornalisti sono molto professionali, ma sono ridondanti nei contenuti e vendono poche copie. I blog sono molto interessanti, ma non hanno professionalità, le fonti non sono verificate e non hanno un modello di business per stare sul mercato.

Outsider News è l’ibrido che mancava: l’elasticità e i contenuti dei blogger uniti alla professionalita dei giornalisti (19 capo-redattori) che verificano ogni singolo articolo e ne autorizzano la pubblicazione.

Di seguito l‘elenco dei Professionisti che pubblicheranno articoli nei vari canali tematici di Outsider News: (altro…)

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Negli ultimi tempi siamo inseguiti da offerte promozionali che non si possono rifiutare: sconti fino al 70%, spedizioni gratuite in tutta Italia.

Qualcuno si è addirittura spinto a proporre il Compri oggi e Paghi tra 2 anni.

Complice la perdurante crisi economica, aziende e commercianti stanno facendo a gara a colpi di promozioni eclatanti per acquisire nuovi clienti, o anche solo per non perderli.

Sono tutte offerte convenienti, ben costruite, allettanti, ma scontano due problemi: uno ampiamente risolvibile, l’altro meno. (altro…)

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Per spiegare il funzionamento di un social network mi servirò di un parallelo audace, quello con un istituto di credito.

Infatti, un network, social o business che sia, è come una banca.

Gli account (profili) degli iscritti corrispondono ai conti correnti.

Negli account non si versa denaro, ma dati (i nostri dati personali) che rappresentano la liquidità (il patrimonio) di un network.

Con la liquidità (dati) i network investono in azioni di crescita (marketing) per generare utili (nuovi iscritti). (altro…)

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Italian Business Superstar è un progetto di H2biz che punta a valorizzare le eccellenze imprenditoriali italiane e sviluppare relazioni tra gli operatori che si sono affermati sul mercato per capacità di innovazione e risultati.

L’dea nasce dalla constatazione che le vere star dell’economia italiana sono i piccoli e medi imprenditori, che rappresentano il 92% del tessuto produttivo ed il 64% del PIL. 

Nato come community on-line, Italian Business Superstar è diventato anche un prodotto editoriale.

H2biz, come già per “Donne di Business” (il libro che in soli 45 giorni è stato venduto in 12.000 copie ed ha attirato l’attenzione di molti media), promuoverà lo sviluppo della community, lo scambio e le relazioni tra gli iscritti e raccoglierà i profili e le esperienze dei partecipanti nel libro “Italian Business Superstar”.

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Anche nell’era del Web 2.0, dove i rapporti sociali e di amicizia si vivono, sempre più a distanza, si avverte l’esigenza di tornare a percepire forti emozioni legate, non solo alla fisicità di qualcosa o qualcuno, ma anche all’esperienza della condivisione di idee, emozioni, momenti che coinvolgano tutte le nostre attività sensoriali.

Del resto perchè mai dovremmo lasciar fuori le emozioni dal business se sono così importanti nella nostra vita quotidiana?

Il marketing non vende più il prodotto solo perché è bello o di marca, ma perché riesce a stimolare l’esperienza che il consumatore avrà di quel prodotto. 

Per fare un esempio: non conta il docciaschiuma, ma l’esperienza di fare la doccia. 

Per raggiungere l’obiettivo, cioè la vendita, è necessario mettere in atto imponenti strategie di comunicazione che arrivino al cliente, coinvolgendolo in tutti i suoi 5 sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. 

Potremmo dire, anzi, che per colpire nel segno, il prodotto o servizio da vendere, deve anche “penetrare” la sfera emozionale e creativa del cliente, quindi deve arrivare a centrare sei sensi, anziché cinque.

Cosa deve avere, quindi, un marchio per essere “emozionante”?

Mistero
E’ il segreto che tiene in vita le relazioni a lungo termine, di qualsiasi natura siano. L’azione inaspettata, il gesto segreto, lo scatto imprevedibile

Sensualità
Facciamo esperienze attraverso i sensi. Quando un marchio solletica e sollecita tutti e 5 i sensi, allora il risultato è “indimenticabile”.

Intimità
Sta per empatia, impegno, ed è da questo che nasce la fedeltà nel tempo da parte dei consumatori.

Come dice Kevin Roberts (CEO di Saatchi & Saatchi) nell’epoca della “attraction economy”, sono due i (non) luoghi più importanti: lo schermo (del cellulare, del PC, del cartellone in autostrada, del TV) e il negozio

L’emotività guida l’acquisto, e trasforma impulsi alogici in un processo di identificazione e immedesimazione.

Solo i marchi molto speciali, carismatici, saranno amati e difesi strenuamente dai consumatori.

Solo le aziende che sapranno inventarei prodotti, servizi e esperienze che creano con in consumatorilegami duraturi ed emozionali sopravviveranno.

Quindi, una marca capace di dare un valore emozionale e culturale che serva ad ispirare sensazioni positive che durino nel tempo. Un tempo che, si spera, come in ogni rapporto amoroso, sia il più lungo possibile.

Una storia d’amore che, come tutte, è irrazionale: non più motivazioni razionali per acquistare il prodotto di una determinata marca, ma inspiegabili motivazioni di legame con quella marca, ormai diventata una persona.

Dopo l’immaginazione, ecco il cuore al potere.

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Ogni giorno vengo contattato da decine di imprenditori che mi chiedono come acquisire contatti per la loro attività.

A tutti rispondo sempre nello stesso modo: “A cosa ti servono i contatti se non sai trasformarli in contratti, in fatturato?”.

Acquisire contatti è un’attività relativamente semplice, alla portata di tutti e, spesso, a costo zero. Basta sapersi muovere con intelligenza su un buon social network e il gioco è fatto!

Altra cosa è, invece, riuscire a portare a valore quei contatti trasformandoli in clienti, fornitori o partners.

Un mio carissimo amico imprenditore, di cui non farò il nome, ha più di 15.000 contatti su Linkedin. L’ultima volta che l’ho visto gli ho chiesto quanti clienti fosse riuscito a tirar fuori da quell’enorme numero di contatti personali.

La risposta? Zero!!!

Al mio amico è successo quello che succede al 95% degli imprenditori e dei professionisti che operano on-line: ha creduto che bastasse “fare amicizia” su Facebook o su un altro network per ottenere un portafoglio di migliaglia di clienti.

Anche lui è affetto da quella che io chiamo la Sindrome del Grande Fratello, cioè l’illusione che pochi giorni di popolarità su un social network valgano una carriera … niente di più sbagliato!

Se l’obiettivo è acquisire clienti, fornitori, partners, il perno non è l’acquisizione del contatto, ma la gestione del contatto.

A cosa serve lanciare un comunicato stampa o fare una campagna di marketing se poi non si gestiscono i contatti di ritorno?

La risposta è banale: a nulla!

Il segreto di qualsi attività di relazioni, on e off line, è la conversione del contatto (facile da acquisire e poco costoso) in contratto (difficile da sviluppare e oneroso).

Quando si fa una buona operazione di marketing che genera un elevato numero di contatti, ma non si acquisiscono nuovi clienti … c’è un deficit di gestione, quantitativo e/o qualitativo.

Sull’incapacità di sviluppare adeguatamente un contatto si potrebbe scrivere un’enciclopedia, ma mi limiterò a segnalare alcuni casi eclatanti, che, a mio parere, rappresentano il 50% della statistica:

1) mancanza di tempo (ho il tempo di lanciare una campagna, ma non trovo il tempo di gestire i contatti di ritorno … fa sorridere, ma ci sono tanti imprenditori che si comportano esattamente così …)
2) mancanza di risorse umane (lancio una campagna, ma non ho il personale per gestire i contatti di ritorno … verrebbe da chiedersi perchè mai un’imprenditore in queste condizioni si lanci “al buio”, ma si sa che l’imprenditoria è anche l’arte dell’improvvisazione …)
3) divergenza nella comunicazione (dico A nella campagna, ma nella realtà sono in grado di offrire B … la delusione del cliente è automatica e insanabile …)

Potrei andare avanti all’infinito, ma in fondo i casi li conosciamo tutti.

Se non si ha tempo, risorse umane “allineate e coperte” e un buon piano di marketing è meglio non fare nulla perchè, al contrario, si rischia l’effetto boomerang.

Siamo in un mercato ultra-competitivo, dove l’errore non è permesso. Meglio strutturarsi per bene prima di rovinare il proprio database di contatti.

Non ho consigli o soluzioni pre-confezionate da offrire, ognuno ha la sua formula … ma ogni formula per funzionare ha bisogno che ci siano tutti gli elementi che reagiscano

Per maggiori info: http://www.h2biz.eu/gruppi.asp?id=5

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Nell’accezione corrente il Marketing è quell’insieme di attività e strumenti finalizzati al posizionamento e alla promozione di un marchio, di un prodotto o di un servizio sul mercato e nei confronti della concorrenza. La definizione di Marketing implica, quindi, l’esistenza di un “mercato” e della “concorrenza”.

In realtà, la globalizzazione e lo sviluppo economico hanno spostato l’asse del mercato dal produttore al consumatore, che è diventato il protagonista assoluto di ogni attività.

Il consumatore è più informato, grazie ad internet, è più smaliziato, ha metabolizzato tutti i trucchi del marketing, è più critico, vuole sempre più valore, è meno fedele: una vita per acquisirlo un secondo per perderlo.

La concorrenza, così come la intendiamo noi, non esiste più.

Oramai anche Davide può competere con Golia, grazie alla tecnologia e ad internet. Non esiste più un vantaggio competitivo ad essere grandi. Neanche la specializzazione in un settore paga come prima. Grazie all’outsourcing qualsiasi piccola azienda può entrare in un segmento di business ed acquisire quote di mercato.

Il vero competitor di una azienda ormai è il consumatore. Per affermarsi sul mercato bisogna fare Marketing “beyond the enemy line” (oltre le linee nemiche) direttamente dal consumatore e con il consumatore.

Bisogna coinvolgerlo ed emozionarlo. Senza emozione non c’è acquisto. L’acquisto razionale (es: compro il pane perchè devo mangiare) non genera più profitti. L’acquisto emozionale è il futuro. Emozionale non vuol dire sensazionale.

Ci vuole la forma, ma anche la sostanza. L’azienda deve fare un patto col consumatore. L’azienda deve rendersi conto che il ritmo del business lo da il consumatore con le sue scelte. Non è una tragedia, anzi. Bisogna solo prenderne atto e comportarsi di conseguenza.

Non esiste una regola aurea per “coinvolgere” il consumatore a casa sua. La premessa ad ogni azione “beyond the enemy line” è il cambiamento dell’impostazione culturale dell’imprenditore, da “dominus” a partner. Bisogna lasciare lo scettro del comando al consumatore, limitandosi a coordinarne i movimenti.

Nell’economia dell’informazione bisogna approfittare di ogni piccola lacuna informativa del consumatore, colmandola con puntualità e correttezza.

Dall’informazione all’azione (acquisto).

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