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Archive for the ‘Pensieri asimmetrici’ Category

Una volta c’erano la Fiat, la Falck e la Montedison. Una volta in Italia c’era la cosiddetta industria pesante, quella che occupava milioni di persone e aveva fabbriche (inquinanti) disseminate su tutto il territorio nazionale.

La Falck e la Montedison non ci sono più, o meglio hanno cambiato pelle, e la Fiat ormai è una multinazionale con il cervello negli Stati Uniti, che non vede l’ora di andarsene dall’Italia.

Il tessuto produttivo italiano è sempre stato costituto da piccole e medie imprese, la grande industria è stata un’eccezione.

Un’eccezione necessaria perchè solo la grande industria è in grado di garantire occupazione stabile nel lungo termine e solo la grande industria è in grado di fare ricerca. (altro…)

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Viviamo in tempi strani dove moderazione fa rima con anonimato e l’esagerazione è diventata la regola.

Sembra che il consenso sociale sia diventato una prerogativa esclusiva di chi la dice o la fa più grossa.

Non che la cosa mi dispiaccia perchè è da tempo che sostengo che l’esagerazione è ampiamente sottovalutata, ma credo che ormai  il fenomeno abbia superato anche i limiti della decenza.

La rete ha alimentato questa tendenza dando popolarità a persone che non la meritano perchè prive di veri contenuti. Persone che, senza arte ne parte, si ergono a guru di questo o quel settore, sostenuti nella corsa verso il successo dall’effetto virale dei social network. (altro…)

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H2biz for Children è una iniziativa benefica che punta a regalare un sorriso ai bambini meno fortunati.

H2biz acquisterà giocattoli da regalare ai bambini ricoverati nei reparti pediatrici dei maggiori ospedali napoletani.

Partner di H2biz for Children sono la Underforty Woman Breast Care, Onlus specializzata nella cura e nel supporto psicologico alle donne sotto i quaranta anni colpite da tumore al seno, e la EP Congressi, organizzatrice delle iniziative collaterali della Maratona Internazionale di Napoli. (altro…)

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Le donne sono notoriamente degli animali concreti, molto più degli uomini, ma quando decidono di partire per una vacanza, anche solo per un week-end al mare, si trasformano in una ditta di traslochi.

Per stare due giorni fuori sarebbero capaci di riempire dieci valigie!

A cosa servono i tacchi a spillo sulla neve? Non si sa mai qualche serata di gala

Ma perchè porti 3 cappotti per stare 2 giorni a Venezia? Se sento freddo ne indosso uno sull’altro

Queste sono solo alcune delle 847 scuse che le donne ti rifilano ogni volta che si accingono a preparare le valigie! (altro…)

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L’Italia non è un paese per giovani e la colpa è solo nostra.

Se fossimo intellettualmente onesti, dovremmo chiedere scusa a tutti quei ragazzi che cercano (invano) di entrare nel mercato del lavoro.

Il 90% dei nostri neo-laureati non trova occupazione o deve accontentarsi di lavori sottopagati per i quali basterebbe anche la licenza media.

I casi sono due: o questi ragazzi sono tutti incapaci o il sistema Italia non è in grado di dargli una prospettiva.

La politica, impegnata nel solito teatrino dell’assurdo, non crea le condizioni per uno sviluppo duraturo.

Gli imprenditori assumono solo con contratti atipici alimentando la formazione di una generazione di precari.

I professionisti fanno fare le fotocopie ai loro praticanti e, spesso, non li pagano. (altro…)

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Sono un imprenditore e come tutti gli imprenditori ho un sogno nel cassetto.

Ma il mio è molto ardito, quasi eversivo: scalare Mediobanca, la più antica e gloriosa banca d’affari italiana, roccaforte dei cosiddetti poteri forti, un tempo feudo di Enrico Cuccia.

Il mio obiettivo è scardinare quegli equilibri di potere, quei patti di sindacato che ingessano l’economia italiana da 60 anni.

Per riuscire nel mio folle proposito ho un piano a prova di bomba. (altro…)

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Caro Babbo Natale, di solito i bambini ti scrivono il 24 dicembre, ma io ho deciso di anticiparmi per acquisire vantaggio sulla “concorrenza”.

Non preoccuparti, non voglio chiederti giocattoli, nè tanto meno la pace nel mondo, quella la lasciamo ai marziani o ai pacifisti della domenica.

Voglio, invece, farti una richiesta molto particolare.

Hai ragione, non ci siamo presentati. Mi chiamo Luigi, faccio finta di fare l’imprenditore, ma in realtà sono un eterno bambino cresciuto a pane e paradossi.

Vorrei che tu regalassi a tutti il più impalpabile dei beni: la leggerezza.

Si, hai capito bene, la leggerezza, quel misto di disincanto, allegria e gioiosa malinconia che fa apprezzare tutte le curve della vita, anche quelle cieche.

Se potessi, lo farei io, ma mi manca il tuo fisico e, soprattutto, la tua autorità!

Per questo ti chiedo di spiegare a tutti che la vita è un ossimoro perchè include la morte e che, quindi, non vale la pena di prendersi troppo sul serio.

Spiegalo tu che il nostro tempo è troppo breve per preoccuparci degli errori che abbiamo fatto e che nell’eterna lotta tra il bene e il male, tra il giusto e l’ingiusto, a volte vince solo la fortuna.

Spiegalo tu che il denaro è importante, ma non può comprare le emozioni e che di tutte le ville, le auto sportive, i gioielli di lusso, alla fine rimane solo la sorpresa negli occhi di un bambino.

Spiegalo tu che qualsiasi cosa facciamo, ci sarà sempre qualcuno più bravo di noi. Da qualche parte c’è sempre un Signor Nessuno in grado di strappare il record dei 100 metri piani a quel fenomeno di Usain Bolt.

Spiegalo tu che il destino è un mistero buffo che a volte si accanisce con ferocia contro degli innocenti e la fa passare liscia ai tiranni … un mistero talmente buffo, da sembrare serio.

Spiegalo tu perchè a me vien da ridere, anzi da sorridere.

Sono sicuro che la mia richiesta non ti sorprenderà, sei un distributore di sogni e certe cose puoi capirle!

Mi auguro che tu non prenda sul serio questa mia lettera, solo così sarò certo che starai regalando la leggerezza.

Con deferenza,
Il “piccolo” Luigi

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