Feeds:
Articoli
Commenti

E’ sulla rampa di lancio Outsider News, la nuova testata indipendente di cui sarò editore.

E’ un progetto ambizioso che ha richiesto una lunga gestazione per costruire un modello editoriale lontano dagli schemi classici.

Outsider News sarà, infatti, una testata on-line ad assetto variabile con una redazione composta da 20 giornalisti professionisti (capo redattori) che coordineranno 70/80 partner  (publicisti, blogger, giornalisti praticanti) ai quali sarà affidato il compito di scrivere articoli e approfondimenti in 20 categorie (cronaca, economia, sport, scienza, costume e società, marketing, spettacolo …).

Il sistema Outsider News prevede che i pubblicisti/blogger inseriscano un articolo in forma di bozza sulla piattaforma on-line. I capo redattori visionano l’articolo, ne verificano le fonti e, in caso positivo, ne autorizzano la pubblicazione. Continua a leggere »

Sono un imprenditore e come tutti gli imprenditori ho un sogno nel cassetto.

Ma il mio è molto ardito, quasi eversivo: scalare Mediobanca, la più antica e gloriosa banca d’affari italiana, roccaforte dei cosiddetti poteri forti, un tempo feudo di Enrico Cuccia.

Il mio obiettivo è scardinare quegli equilibri di potere, quei patti di sindacato che ingessano l’economia italiana da 60 anni.

Per riuscire nel mio folle proposito ho un piano a prova di bomba. Continua a leggere »

L’Alfa Romeo è stata fondata il 24 giugno 1910 a Milano come A.L.F.A. (acronimo di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili). Le origini dell’Alfa hanno un nome francese e le radici sono a Napoli.

L’imprenditore Alexandre Darracq dopo aver prodotto biciclette, passò alla produzione di automobili con la Darracq. Nel 1906 nacque la Società Italiana Automobili Darracq, con sede a Napoli. I lavori per lo stabilimento iniziarono subito, ma la città campana era troppo distante dalla Francia, penalizzando il progetto. Darracq sposta lo stabilimento al nord, al Portello, periferia di Milano. Le automobili vengono montate con i pezzi provenienti dalla Francia.

La costituzione della società avvenne a Milano in via Gattamelata, nella zona denominata “Portello”, e il nome scelto richiama anche la prima lettera dell’alfabeto greco e sembra voler sottolineare l’inizio di un nuovo tipo di attività nelle costruzioni automobilistiche, quello della macchina soprattutto sportiva.

Rilevata da parte di un gruppo lombardo dalle mani di Darracq, che aveva tentato con scarso successo una avventura industriale in Italia; sin dal primo marchio l’azienda ha voluto ricordare i suoi legami con la città di origine: da un lato il serpente visconteo (il biscione), dall’altro la croce rossa in campo bianco, simbolo di Milano. Continua a leggere »

Per spiegare il funzionamento di un social network mi servirò di un parallelo audace, quello con un istituto di credito.

Infatti, un network, social o business che sia, è come una banca.

Gli account (profili) degli iscritti corrispondono ai conti correnti.

Negli account non si versa denaro, ma dati (i nostri dati personali) che rappresentano la liquidità (il patrimonio) di un network.

Con la liquidità (dati) i network investono in azioni di crescita (marketing) per generare utili (nuovi iscritti). Continua a leggere »

Caro Babbo Natale, di solito i bambini ti scrivono il 24 dicembre, ma io ho deciso di anticiparmi per acquisire vantaggio sulla “concorrenza”.

Non preoccuparti, non voglio chiederti giocattoli, nè tanto meno la pace nel mondo, quella la lasciamo ai marziani o ai pacifisti della domenica.

Voglio, invece, farti una richiesta molto particolare.

Hai ragione, non ci siamo presentati. Mi chiamo Luigi, faccio finta di fare l’imprenditore, ma in realtà sono un eterno bambino cresciuto a pane e paradossi.

Vorrei che tu regalassi a tutti il più impalpabile dei beni: la leggerezza.

Si, hai capito bene, la leggerezza, quel misto di disincanto, allegria e gioiosa malinconia che fa apprezzare tutte le curve della vita, anche quelle cieche.

Se potessi, lo farei io, ma mi manca il tuo fisico e, soprattutto, la tua autorità!

Per questo ti chiedo di spiegare a tutti che la vita è un ossimoro perchè include la morte e che, quindi, non vale la pena di prendersi troppo sul serio.

Spiegalo tu che il nostro tempo è troppo breve per preoccuparci degli errori che abbiamo fatto e che nell’eterna lotta tra il bene e il male, tra il giusto e l’ingiusto, a volte vince solo la fortuna.

Spiegalo tu che il denaro è importante, ma non può comprare le emozioni e che di tutte le ville, le auto sportive, i gioielli di lusso, alla fine rimane solo la sorpresa negli occhi di un bambino.

Spiegalo tu che qualsiasi cosa facciamo, ci sarà sempre qualcuno più bravo di noi. Da qualche parte c’è sempre un Signor Nessuno in grado di strappare il record dei 100 metri piani a quel fenomeno di Usain Bolt.

Spiegalo tu che il destino è un mistero buffo che a volte si accanisce con ferocia contro degli innocenti e la fa passare liscia ai tiranni … un mistero talmente buffo, da sembrare serio.

Spiegalo tu perchè a me vien da ridere, anzi da sorridere.

Sono sicuro che la mia richiesta non ti sorprenderà, sei un distributore di sogni e certe cose puoi capirle!

Mi auguro che tu non prenda sul serio questa mia lettera, solo così sarò certo che starai regalando la leggerezza.

Con deferenza,
Il “piccolo” Luigi

Gli ossimori non sono tessuti ossei particolarmente abbronzati, ma delle frasi contenenti termini con significati abitualmente contrapposti. In politica l’ossimoro più famoso è la frase “convergenze parallele“, mentre nel linguaggio quotidiano l’ossimoro piroetta tra la lucida follia ed il felice errore.

La comunicazione, nel tentativo di diventare sempre più semplice ed efficace, si contrae in forma di slogan, fino ad assumere la forma di koan linguistici per inciidere maggiormente sull’attenzione altrui. Ma l’architettura logica dell’ossimoro è così schizofrenica nell’unione di termini opposti, che riesce a trovare una sua propria collocazione tra le nevrosi quotidiane. Fino a diventare un tic linguistico.

Ancora alcuni anni fa, quando si usava la parola ‘ossimoro’, si doveva spiegare di che cosa si trattasse. Vi si faceva ricorso per definire espressioni celebri come la ‘pace armata‘ ed era opportuno chiarire che si ha ossimoro quando si mettono insieme due termini che si contraddicono a vicenda, come forte debolezza, disperata speranza, dolce violenza, insensato senso (Manganelli) e – per non dimenticare il latino – “formosa deformitas, concordia discors, festina lente“.

Continua a leggere »

Storica valigeria francese diventata marchio leader del lusso, Louis Vuitton ha creato nel 1987 con Moët Hennessy il gruppo LVMH guidato da Bernard Arnault.

La prima collezione di prêt-à-porter è stata presentata a Parigi nel 1998, un anno dopo ecco la nomina dello stilista newyorkese Marc Jacobs come direttore creativo. Il brand conta diverse linee di scarpe da donna e da uomo, accessori e gioielleria. Inoltre guide di città, carnets e libri di viaggio.

Ma quel che identifica Vuitton ogni stagione è soprattutto la borsa-culto. Questa primavera tutti vogliono la “Linda Scarf” in seta, ricoperta di vinile, con dettagli in coccodrillo e doppi manici in foulard e catena.

Fondata nel 1854 da Louis Vuitton (1821-1892), la Maison fu sin dal principio legata all’arte di viaggiare. Originario del Jura, Vuitton arrivò a piedi a Parigi nel 1835 camminando per 400 chilometri. Inizia nel 1837 da Monsieur Maréchal come imballatore di bauli per ricchi viaggiatori e nel 1853 diventa l’imballatore ufficiale dell’Imperatrice Eugenia.

Continua a leggere »

A volte il destino cinico e baro si diverte a punirci con le stesse armi con cui abbiamo combattuto. E’ la legge del contrappasso, che questa volta ha colpito il magnate Rupert Murdoch, il re dei media.

Sesso, scandali e profitti sono il pane quotidiano del suo impero di carta e di televisioni, il frullatore mediatico che gli ha regalato tanta fama. E tanti grattacapi: ma a lui è sempre piaciuto stare nell’ occhio del ciclone. Dove c’ è sangue che scorre, dove c’ è il profumo della battaglia, dove c’ è da azzannare qualche boccone prelibato, lo «squalo» muove all’ attacco. È da mezzo secolo che è così.

Un burattinaio di prima classe. Feroce, astuto, conservatore quando gli serve essere conservatore, laburista quando gli serve essere laburista, col fiuto del business costruito sulle disgrazie altrui.

Continua a leggere »

E ci risiamo! Ogni volta che nasce un nuovo social network, parte il toto- confronti. E’ stato così per MySpace, Quora e Foursquare. Ed è così anche oggi per Google+, il social nato da un costola di Google che molti si ostinano a contrapporre a Facebook.

Google+ vs Facebook sembra il match del secolo. I due più grandi colossi della rete sono ottimi per qualsiasi suggestione, anche la più improbabile. Ma sono due community profondamente diverse, con dei modelli di business che percorrono strade che si allontaneranno sempre di più.

Facebook lo conosciamo. E’ la più grande rete sociale del mondo (750 milioni di iscritti ad oggi), nato per gestire le proprie amicizie e i compagni di scuola del tempo che fu, poi evolutosi in un melting pot di applicazioni, funzioni e chi più ne abbia, ne metta … Insomma, una babele digitale dove vale tutto e il contrario di tutto. Ma questa è la grandezza di Facebook, il suo essere così completo e allo stesso tempo completamente inutile.

Continua a leggere »

C’era una volta un social network per gestire i propri amici. Era il 2004, Facebook aveva appena cominciato ad operare, ma già se ne percepiva il grande valore sociale: ritrovare i vecchi amici, i compagni di scuola del tempo che fu e sviluppare delle relazioni online da trasferire, se possibile, nel mondo reale.

Era un network per pochi perchè pochi erano gli iscritti nel 2004 e pochi sono gli amici veri che ognuno di noi ha nella vita reale. Ma poi qualcosa è cambiato. Facebook ha cominciato a lanciare delle applicazioni sempre più coinvolgenti e virali (es: il tasto “mi piace” o i tag nelle foto) che hanno giocoforza indotto gli iscritti ad accogliere tra i propri “amici” dapprima i conoscenti e poi anche gli sconosciuti.

Sono nati i gruppi, le pagine pubbliche (o fan page) e ognuno di noi si è ritrovato con un’enorme massa di nuovi contatti e relazioni da gestire. Per non sentirci esclusi dal “nuovo che avanza“, abbiamo partecipato al gioco, ci siamo iscritti ai gruppi, siamo diventati fan di questo o quel personaggio e così via … insomma, ci siamo lanciati in questa nuova forma di socialità virtuale.

Continua a leggere »

Trema il Palazzo del Potere, e a buona ragione: Luigi Bisignani, uno degli uomini più potenti d’Italia, è ai domiciliari nell’ambito della cosiddetta inchiesta P4: ricatti, corruzione e concussione con la collusione dei servizi segreti e del parlamentare PDL Alfonso Papa.

Si comporta come un ministro o un sottosegretario, un capogruppo parlamentare, un leader di partito. Invece non è niente di tutto questo, né riveste alcun incarico. Ma dà tanti e tali ordini, consigli e indicazioni di voto che per i pubblici ministeri di Napoli è al centro di un’associazione segreta «diretta a interferire sulle funzioni di organi costituzionali, amministrazioni pubbliche, enti pubblici» e altro ancora. Come? Gestendo informazioni e conoscenze.

Luigi Bisignani è un uomo-network, un uomo “che collega“, come lo ha efficacemente definito il direttore de Il Fatto Quotidiano.

«Qualunque cosa ti faccia comodo sul serio, la vera forza di Bisignani si chiama Ior». A svelare forse il segreto più importante dell’uomo dei misteri fu il banchiere-faccendiere Pier Francesco Pacini Battaglia in una telefonata intercettata con Emo Danesi nel pieno della bufera di Tangentopoli. Due uomini piuttosto addentro ai segreti della Prima Repubblica. Erano gli anni novanta e Luigi Bisignani, già allora, era un nome che contava nella Roma dei Palazzi e del potere. Un nome costruito all’ombra della Dc.

Ma chi è veramente Luigi Bisignani? 

Continua a leggere »

Quando mi sono avvicinato per la prima volta al mondo dell’informazione c’erano solo i giornali, i TG, i radiogiornali e qualche settimanale di approfondimento. Per sapere le ultime novità sulla Guerra del Golfo guardavi il Tg1 delle venti, la CNN o aspettavi il giorno dopo per sfogliare le prime pagine del Corriere della Sera. Era tutto più semplice.

Adesso ci sono mille testate, cinquecento canali satellitari e soprattutto c’è internet. Se c’è un settore che la rete ha rivoluzionato alle fondamenta, è sicuramente quello dell’informazione. Nulla è più come prima.

Prima i blog, poi il social network hanno scardinato il sistema dell’informazione così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi sessanta anni.

Continua a leggere »

Italian Business Superstar è un progetto di H2biz che punta a valorizzare le eccellenze imprenditoriali italiane e sviluppare relazioni tra gli operatori che si sono affermati sul mercato per capacità di innovazione e risultati.

L’dea nasce dalla constatazione che le vere star dell’economia italiana sono i piccoli e medi imprenditori, che rappresentano il 92% del tessuto produttivo ed il 64% del PIL. 

Nato come community on-line, Italian Business Superstar è diventato anche un prodotto editoriale.

H2biz, come già per “Donne di Business” (il libro che in soli 45 giorni è stato venduto in 12.000 copie ed ha attirato l’attenzione di molti media), promuoverà lo sviluppo della community, lo scambio e le relazioni tra gli iscritti e raccoglierà i profili e le esperienze dei partecipanti nel libro “Italian Business Superstar”.

Continua a leggere »

Succede sempre così. Quando viene a mancare un amico d’infanzia ti assale sempre la malinconia e cominci a pensare quante cose avreste potuto fare ancora insieme e quante cose avreste potuto dirvi, ma non vi siete mai detti.

Mariolino Rivolta era un ragazzo particolare. Siamo nati nello stesso quartiere, abbiamo frequentato la stessa parrocchia, abbiamo fatto gli stessi giochi. Ma lui era più sfortunato di me, era nato con un difetto alla colonna vertebrale che lo costringeva a camminare facendo una strana rotazione dell’anca. E per questo difetto tutti i ragazzini lo prendevano in giro. Lui ci soffriva, ma non poteva farci nulla. Purtroppo, contro la gratuita ferocia dei bambini non puoi lottare, puoi solo subirla.

Quel difetto era diventato un ostacolo per Mariolino, anche sociale, non riusciva a farsi accettare. Allora un giorno decise che quel difetto non sarebbe stato più un problema, ma un’opportunità. Si mise in testa di diventare un corridore, un podista per valorizzare quel difetto e trasformarlo in un’arma vincente. Quando cominciò a correre allo stadio Collana di Napoli le gambe gli facevano male perchè quella malformazione incideva sui movimenti del bacino. Non riusciva a completare più di due giri di campo. Soffriva Mariolino, in silenzio, ma continuava a correre.

Continua a leggere »

Basilea 3 avrà un impatto sempre più determinante nella capacità di ottenere credito sul mercato.

L’Accordo Basilea 3 è sorto con la finalità di creare un sistema economico e finanziario più forte, con banche e imprese più solide.

È molto diffuso, invero, il timore che una maggiore rigidità del sistema bancario vada a limitare i flussi creditizi destinati all’economia reale, ostacolando quindi flussi di finanziamento dal sistema bancario alle imprese, soprattutto di piccole dimensioni, anche in virtù del minore potere contrattuale che queste hanno nei confronti delle banche.

Sul fronte delle imprese, però , potrebbe esserci anche un elemento positivo: Basilea 3 può costituire uno stimolo per l’adozione di atteggiamenti virtuosi.

Continua a leggere »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: