Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘facebook’

Agli squilli di tromba ho sempre preferito il Controfagotto. Strumento raffinato che emette un suono particolare, assolutamente inconfondibile, anche quando suona in un’orchestra.

Quella del Controfagotto è la metafora di una strada alternativa al brusio generale. Un modo per andare avanti senza seguire il gregge.

Viviamo in tempi in cui la ricerca del consenso non è più una prerogativa solo dei politici. Tutti vogliono sentirsi apprezzati e sarebbero pronti a tutto pur di ottenere un riconoscimento sociale.

I social network, Facebook in testa, sono lo specchio di questa tendenza. Cosa non farebbero alcune persone pur di strappare un “mi piace” ai propri contatti?

La polemica è diventata un fine e non un mezzo per trovare soluzioni. Tutti polemizzano con tutti e nessuno ha più la forza di superare le divisioni per trovare una strada comune. (altro…)

Annunci

Read Full Post »

Per spiegare il funzionamento di un social network mi servirò di un parallelo audace, quello con un istituto di credito.

Infatti, un network, social o business che sia, è come una banca.

Gli account (profili) degli iscritti corrispondono ai conti correnti.

Negli account non si versa denaro, ma dati (i nostri dati personali) che rappresentano la liquidità (il patrimonio) di un network.

Con la liquidità (dati) i network investono in azioni di crescita (marketing) per generare utili (nuovi iscritti). (altro…)

Read Full Post »

E ci risiamo! Ogni volta che nasce un nuovo social network, parte il toto- confronti. E’ stato così per MySpace, Quora e Foursquare. Ed è così anche oggi per Google+, il social nato da un costola di Google che molti si ostinano a contrapporre a Facebook.

Google+ vs Facebook sembra il match del secolo. I due più grandi colossi della rete sono ottimi per qualsiasi suggestione, anche la più improbabile. Ma sono due community profondamente diverse, con dei modelli di business che percorrono strade che si allontaneranno sempre di più.

Facebook lo conosciamo. E’ la più grande rete sociale del mondo (750 milioni di iscritti ad oggi), nato per gestire le proprie amicizie e i compagni di scuola del tempo che fu, poi evolutosi in un melting pot di applicazioni, funzioni e chi più ne abbia, ne metta … Insomma, una babele digitale dove vale tutto e il contrario di tutto. Ma questa è la grandezza di Facebook, il suo essere così completo e allo stesso tempo completamente inutile.

(altro…)

Read Full Post »

C’era una volta un social network per gestire i propri amici. Era il 2004, Facebook aveva appena cominciato ad operare, ma già se ne percepiva il grande valore sociale: ritrovare i vecchi amici, i compagni di scuola del tempo che fu e sviluppare delle relazioni online da trasferire, se possibile, nel mondo reale.

Era un network per pochi perchè pochi erano gli iscritti nel 2004 e pochi sono gli amici veri che ognuno di noi ha nella vita reale. Ma poi qualcosa è cambiato. Facebook ha cominciato a lanciare delle applicazioni sempre più coinvolgenti e virali (es: il tasto “mi piace” o i tag nelle foto) che hanno giocoforza indotto gli iscritti ad accogliere tra i propri “amici” dapprima i conoscenti e poi anche gli sconosciuti.

Sono nati i gruppi, le pagine pubbliche (o fan page) e ognuno di noi si è ritrovato con un’enorme massa di nuovi contatti e relazioni da gestire. Per non sentirci esclusi dal “nuovo che avanza“, abbiamo partecipato al gioco, ci siamo iscritti ai gruppi, siamo diventati fan di questo o quel personaggio e così via … insomma, ci siamo lanciati in questa nuova forma di socialità virtuale.

(altro…)

Read Full Post »

Quando mi sono avvicinato per la prima volta al mondo dell’informazione c’erano solo i giornali, i TG, i radiogiornali e qualche settimanale di approfondimento. Per sapere le ultime novità sulla Guerra del Golfo guardavi il Tg1 delle venti, la CNN o aspettavi il giorno dopo per sfogliare le prime pagine del Corriere della Sera. Era tutto più semplice.

Adesso ci sono mille testate, cinquecento canali satellitari e soprattutto c’è internet. Se c’è un settore che la rete ha rivoluzionato alle fondamenta, è sicuramente quello dell’informazione. Nulla è più come prima.

Prima i blog, poi il social network hanno scardinato il sistema dell’informazione così come lo abbiamo conosciuto negli ultimi sessanta anni.

(altro…)

Read Full Post »

Nulla è gratis, neanche in rete. Anche quando crediamo di ricevere un servizio gratuitamente, in realtà lo stiamo pagando con la nuova moneta di internet: i nostri dati personali.

Quasi tutti i social network e buona parte degli operatori internet (Google in testa) hanno un modello di business formalmente free (contentuti e operatività gratuiti), ma sostanzialmente premium (ti do dei servizi in cambio dei tuoi dati che poi rielaboro e vendo alle società di marketing).

(altro…)

Read Full Post »

Alcuni dei maggiori business network stanno perdendo identità per inseguire Facebook sul terreno delle funzioni “social”, come il famoso tasto “mi piace” o la multi-condivisione dei contenuti.

L’implementazione di queste applicazioni, se da un lato aumenta l’interazione fra gli utenti, dall’altro allontana questi network dal loro obiettivo strategico: generare contatti professionali. Contatti che poi l’utente dovrebbe riuscire a trasformare in contratti (clienti o fornitori).

Troppa interazione (click su links, articoli, video, conversazioni generiche) distrae gli utenti e non genera valore.

Come è possibile che una maggiore interazione non generi maggior valore? Il motivo è semplice: la maggior parte dei produttori di contenuti on-line sono operatori di marketing che pubblicano sempre e solo articoli e link ridondanti (es: come migliorare il tuo posizionamento in rete o come usare bene un social network …)

L’interazione nelle business community dovrebbe essere sempre strumentale ad un obiettivo aziendale. Spesso, invece, si trascorre la maggior parte del tempo a gestire attività di intrattenimento e contenuti “no profit“.

Ormai in alcuni network si parla di business, ma non si fa più business!

Questa scelta di deviare dal proprio modello di business incentrato sulla generazione di contatti a valore e, per alcuni, sul recruiting (domanda e offerta di lavoro) costerà carissimo a questi operatori che saranno assorbiti dal buco nero di Facebook.

Facebook è ormai la più grande piazza virtuale del mondo in cui si muovono 500 milioni di utenti, consumatori, imprenditori e professionisti.

Cosa succederà quando Facebook deciderà di implementare delle funzionalità specificamente rivolte al mondo business? Come potranno mai i business network competere con la massa critica e le economie di scala di Facebook?

Bisogna farsi una ragione che Facebook rappresenterà sempre di più una piazza globale e generalista dove chiunque potrà comprare e vendere un prodotto o un servizio, oltre a gestire le proprie relazioni personali. Ma sarà per forza di cose un operatore generalista. Ed è qui che i business network dovrebbero calare il loro asso nella manica: la nicchia.

Ormai solo la nicchia, la specializzazione paga. Rinunciarvi per inseguire Facebook è un errore strategico che preclude ogni possibilità di sviluppo ai network professionali. Non si può combattere una guerra sulla stesso campo di battaglia contro un nemico 100 volte più forte di te!

Bisogna cambiare il campo di battaglia!

Specializzazione, target millimetrico e strumenti dedicati alla trasformazione dei contatti in contratti. Questi sono gli asset di sviluppo dei network professionali. Qualsiasi altra direzione sarebbe fatale agli operatori del business networking che verrebbero nel tempo “risucchiati” nel buco nero del primo social network del mondo.

Per questo motivo H2biz*, sin dalla sua nascita, si è ritagliata un posizionamento specifico: un Premium HUB concentrato sulla generazione di fatturato attraverso strumenti operativi concreti: InfoCommerce, Cambio Merci, Gruppi d’Acquisto e Idee da finanziare.

Questa strategia preclude a H2biz la possibilità di diventare un network con cento milioni di utenti, ma garantisce redditività e valore per tutti i soggetti, anzitutto per gli iscritti.

Non è detto che quella di H2biz sia la strada giusta, ma probabilmente non è quella sbagliata!

Solo il tempo deciderà chi avrà fatto la scelta migliore.

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: