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Posts Tagged ‘luigi de falco’

Italian Business Superstar è un progetto di H2biz che punta a valorizzare le eccellenze imprenditoriali italiane e sviluppare relazioni tra gli operatori che si sono affermati sul mercato per capacità di innovazione e risultati.

L’dea nasce dalla constatazione che le vere star dell’economia italiana sono i piccoli e medi imprenditori, che rappresentano il 92% del tessuto produttivo ed il 64% del PIL. 

Nato come community on-line, Italian Business Superstar è diventato anche un prodotto editoriale.

H2biz, come già per “Donne di Business” (il libro che in soli 45 giorni è stato venduto in 12.000 copie ed ha attirato l’attenzione di molti media), promuoverà lo sviluppo della community, lo scambio e le relazioni tra gli iscritti e raccoglierà i profili e le esperienze dei partecipanti nel libro “Italian Business Superstar”.

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E’ in fase avanzata il progetto H2biz MED che punta a riunire in un unico HUB gli operatori business del Mediterraneo: Italia, Francia, Spagna, Grecia, Croazia, Serbia, Albania, Turchia, Egitto, Libia, Tunisia, Algeria, Marocco.

Il primo step ha visto il coinvolgimento degli operatori dei paesi europei a più elevato PIL (Italia, Francia, Spagna) per poi espandersi verso la sponda orientale (Grecia, Croazia, Serbia, Albania, Turchia) e giungere nell’area a più alto tasso di sviluppo potenziale (Nord Africa).

Il Nord Africa è l’obiettivo strategico del progetto soprattutto in considerazione della delicata situazione politica attuale che potrebbe rivelarsi una strordinaria opportunità di business per gli operatori italiani.

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E’ stata un tripudio di colori la sfilata FashionBiz, luxury brand del Gruppo H2biz, a Milano. Dodici linee di haute couture presentate da altrettanti giovani designer.

Una splendida serata dedicata ai giovani talenti della moda italiana che H2biz vuole replicare al più presto in altre location.

All’evento erano presenti nove buyer internazionali ed alcuni stilisti “a caccia” di nuovi designer per le loro maison.

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Ognuno di noi è costretto a fare continuamente delle scelte di compromesso, tra istinto e razionalità, per accontentare il proprio partner, per “tenere a galla” la propria azienda o semplicemente per evitare il peggio.

In ognuno di noi sono miscelati in percentuali diverse cuore e ragione.

A volte diamo più ascolto al cuore, altre alla ragione. Ma senza nessuna regola preordinata, anche se siamo convinti del contrario!

Anche il più freddo è in grado di fare scelte di cuore e anche il più istintivo è in grado di ragionare con freddezza.

L’unica variabile che fa pendere da un lato o dall’altro il nostro comportamento è il tempo.

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Il Contratto di Rete è una forma di relazione organizzata tra imprese appartenenti allo stesso settore produttivo che punta alla realizzazione di progetti comuni e all’innovazione dei processi.

A differenza di altre modalità di aggregazione (rdi, distretti, consorzi) la rete supera la logica della territorialità e l’organizzazione gerarchica.

Da un modello centralizzato si passa ad un modello tra pari fondato sulla complementarietà tra gli attori e finalizzato al raggiungimento di un obiettivo comune e condiviso.

L’Italia è all’avanguardia nel Contratto di Rete essendo il primo paese europeo ad averlo inserito nel proprio ordinamento.

Il Gruppo H2biz ha deciso di creare il primo Contratto di Rete multi-filiera italiano integrando in un sistema a nodi i vari comparti produttivi.

Nel Contratto di Rete Multi-filiera H2biz potranno confluire tutti i settori merceologici per creare economie di scala multilivello. Ciasuno nodo (filiera) avrà una sua autonomia operativa e condividerà col sistema rischi e costi delle attività poste in essere.

Il ruolo di H2biz sarà quello di collante tra le filiere per far emergere tutte le possibili sinergie operative (condivisione di servizi, strutture logistiche, risorse umane …).

L’obiettivo è valorizzare la capacità di fare sistema tra le varie filiere, abbattendo i costi operativi e presentandosi sul mercato con una struttura unitaria.

I vantaggi del Contratto di Rete sono:
– Flessibilità operativa
Risparmio generato dalle economie di scala
– Maggior capacità di credito bancario
– Maggior potere contrattuale
– Comunicazione integrata
Condivisione dei profitti
Defiscalizzazione degli investimenti

48 filiere
merceologiche hanno già aderito al Contartto di Rete H2biz e saranno operative dal 16 maggio 2011.

Link: http://www.h2biz.eu/articolo.asp?id_art=51

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Come tutte le cose di successo, anche il libro Donne di Business è nato da una scommessa tra me e un altro imprenditore, Michele Di Salvo, l’editore.

Abbiamo immaginato un libro che, diversamente dai soliti tomi che parlano di economia, mercato e impresa, dialogasse direttamente con i protagonisti del business.

Nasce così questo libro, che vede protagoniste e interpreti solo donne, nato da una community on-line in soli 3 mesi. Si perché “Donne di Business” è una community di H2biz, il business network che ho l’onore di presiedere.

Pubblicare, promuovere e posizionare il libro in tutti i canali editoriali in un solo mese è stata un’altra scommessa, quella industriale, vinta grazie al contributo di tutti.

Il mio ringraziamento va a Elena Giffoni, la curatrice del libro, che ha dimostrato, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la straordinaria capacità femminile di gestire contemporaneamente più cose.  Elena ha fatto le interviste, le ha organizzate e, soprattutto, ha gestito tutti i rapporti con le signore protagoniste di questo libro. Il tutto continuando a fare il suo lavoro. Se ci fosse un premio alla determinazione ed alla tenacia, Elena lo vincerebbe “a mani basse”.

Ne è “venuti fuori” un libro, che raccoglie oltre settanta interviste inedite ad altrettante imprenditrici e professioniste.  Un tono informale, domande e risposte si alternano a ritmo sostenuto senza soluzione di continuità. Le domande sono mirate e le risposte permettono di tracciare il profilo di ognuna delle protagoniste. Donne determinate, tenaci, competitive; imprenditrici, professioniste, manager che raccontano e si raccontano dagli esordi alla realizzazione professionale.

Un contenitore di esperienze, un susseguirsi di storie, emozioni e aspirazioni di donne di tutte le età, che  scherzano e si divertono a fare un bilancio della propria attività.

“Donne di Business” non è l’esaltazione della figura femminile che spesso degenera in quel femminismo esasperato, a mio avviso, degradante per la donna stessa. Ne emerge invece una valorizzazione del ruolo della donna nel mondo degli affari, un mondo che è stato “normalmente” degli uomini e per gli uomini.
Speriamo, quindi, con questo libro di dare un piccolissimo contributo al superamento di quei pregiudizi che sono solo un ostacolo alla crescita di tutta la società civile, e siamo certi che anche questo libro possa offrire un contributo al racconto vero di uno spaccato importante di questo Paese, delle sue molte contraddizioni, e delle sue largamente diffuse eccellenze e risorse.

Anche per questo motivo, ed alla ricerca di questa consapevolezza, di intesa con la casa editrice, il Gruppo H2Biz ha deciso di utilizzare una parte del ricavato del libro al progetto “La Donna: stereotipi culturali che ne condizionano la libera espressione nella sessualità” promosso dall’Istituto Italiano per le Scienze Umane ONLUS, e finalizzato alla diffusione di una maggiore consapevolezza e ad educare i giovani, indirizzandoli verso una più corretta percezione dell’universo femminile.

Il libro è attraversato da un sottile “file rouge” di leggerezza, seguitelo e non vi perderete.

Link: http://www.h2biz.eu/libro-donne-di-business/

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Anche nell’era del Web 2.0, dove i rapporti sociali e di amicizia si vivono, sempre più a distanza, si avverte l’esigenza di tornare a percepire forti emozioni legate, non solo alla fisicità di qualcosa o qualcuno, ma anche all’esperienza della condivisione di idee, emozioni, momenti che coinvolgano tutte le nostre attività sensoriali.

Del resto perchè mai dovremmo lasciar fuori le emozioni dal business se sono così importanti nella nostra vita quotidiana?

Il marketing non vende più il prodotto solo perché è bello o di marca, ma perché riesce a stimolare l’esperienza che il consumatore avrà di quel prodotto. 

Per fare un esempio: non conta il docciaschiuma, ma l’esperienza di fare la doccia. 

Per raggiungere l’obiettivo, cioè la vendita, è necessario mettere in atto imponenti strategie di comunicazione che arrivino al cliente, coinvolgendolo in tutti i suoi 5 sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. 

Potremmo dire, anzi, che per colpire nel segno, il prodotto o servizio da vendere, deve anche “penetrare” la sfera emozionale e creativa del cliente, quindi deve arrivare a centrare sei sensi, anziché cinque.

Cosa deve avere, quindi, un marchio per essere “emozionante”?

Mistero
E’ il segreto che tiene in vita le relazioni a lungo termine, di qualsiasi natura siano. L’azione inaspettata, il gesto segreto, lo scatto imprevedibile

Sensualità
Facciamo esperienze attraverso i sensi. Quando un marchio solletica e sollecita tutti e 5 i sensi, allora il risultato è “indimenticabile”.

Intimità
Sta per empatia, impegno, ed è da questo che nasce la fedeltà nel tempo da parte dei consumatori.

Come dice Kevin Roberts (CEO di Saatchi & Saatchi) nell’epoca della “attraction economy”, sono due i (non) luoghi più importanti: lo schermo (del cellulare, del PC, del cartellone in autostrada, del TV) e il negozio

L’emotività guida l’acquisto, e trasforma impulsi alogici in un processo di identificazione e immedesimazione.

Solo i marchi molto speciali, carismatici, saranno amati e difesi strenuamente dai consumatori.

Solo le aziende che sapranno inventarei prodotti, servizi e esperienze che creano con in consumatorilegami duraturi ed emozionali sopravviveranno.

Quindi, una marca capace di dare un valore emozionale e culturale che serva ad ispirare sensazioni positive che durino nel tempo. Un tempo che, si spera, come in ogni rapporto amoroso, sia il più lungo possibile.

Una storia d’amore che, come tutte, è irrazionale: non più motivazioni razionali per acquistare il prodotto di una determinata marca, ma inspiegabili motivazioni di legame con quella marca, ormai diventata una persona.

Dopo l’immaginazione, ecco il cuore al potere.

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